sabato 10 gennaio 2009

Gregorio Mendel - Parte 1

GREGORIO MENDEL

Gregor Johann Mendel nacque nel 1822 nel villaggio di Heinzendorf nella Moravia settentrionale (allora una parte dell’Austria). Nel 1843 venne ammesso come novizio al Monastero Agostiniano di Brünn (l’attuale Brno, in Repubblica Ceca), e venne ordinato prete nel 1847. Dal 1851 al 1853 Mendel frequentò l’Università di Vienna, dove studiò scienze e matematica; questa istruzione, soprattutto in fisica, gli fornì un’eccellente base per la pianificazione degli esperimenti e l’analisi dei dati. Mendel ritornò al monastero nel 1853 ed iniziò ad insegnare scienze naturali e fisica. Nel 1854, nel tentativo di comprendere i meccanismi dell’ereditarietà, cominciò una serie di incroci sperimentali con il pisello da orto (Pisum sativum), che lo condussero alla scoperta di alcuni principi fondamentali della genetica. Analizzando i risultati ottenuti da una serie di incroci tra piante di pisello che si differenziavano per alcune caratteristiche facilmente osservabili, Mendel sviluppò una teoria semplice ma efficace per descrivere le modalità di trasmissione dei caratteri ereditari da una generazione all’altra. Nonostante Mendel avesse pubblicato le sue conclusioni già nel 1865, il valore del suo lavoro venne compreso solo nei primi anni del ‘900, diversi anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1884; oggi Mendel è universalmente riconosciuto come il padre della genetica.

Le cause del successo di Mendel

Mendel non fu certo il primo ad eseguire esperimenti di incrocio; infatti, gli allevatori ed i coltivatori incrociavano animali e piante già da molti secoli. D’altra parte, nessuno era riuscito a stabilire i principi chiave della genetica. Perché Mendel ebbe successo? Per prima cosa, egli scelse un organismo sperimentale facile da allevare e incrociare; le varietà di pisello sono facili da reperire e da coltivare, occupano relativamente poco spazio, hanno un tempo di generazione piuttosto breve e ad ogni generazione producono molti figli. In secondo luogo, Mendel pianificò ed eseguì i suoi esperimenti di genetica con molta cura, tanto che i suoi metodi di analisi vengono usati ancora oggi dai genetisti. Egli seguì solo una o al massimo poche paia di caratteristiche alternative per ogni esperimento, rendendo l’analisi dei risultati relativamente semplice. Terzo, prese nota in maniera eccellente dei dati ottenuti, in particolare dei diversi tipi di progenie prodotti e delle loro frequenze relative. Infine, studiò sette caratteri che venivano trasmessi indipendentemente gli uni dagli altri.

Piante di pisello e fecondazione incrociata

Il Pisum sativum normalmente si riproduce per autofecondazione, vale a dire che il polline prodotto dallo stame di un fiore si deposita sul pistillo dello stesso fiore, fecondando la pianta. È però relativamente semplice impedire l’autofecondazione, rimuovendo gli stami dal germoglio prima della produzione del polline maturo; per effettuare la fecondazione basta spargere sul pistillo del fiore emasculato il polline prelevato dagli stami di un altro fiore. L’unione dei gameti maschili prodotti da un organismo con i gameti femminili prodotti da un altro organismo è definita fecondazione incrociata, o più semplicemente incrocio. Avvenuta la fecondazione, lo zigote si sviluppa in un seme (in questo caso un pisello), pronto per essere piantato; l’analisi delle caratteristiche viene condotta sulle piante che si sviluppano dai piselli.

I caratteri studiati da Mendel

Mendel si procurò 34 varietà di piante di pisello che differivano per un certo numero di caratteri; lasciò auto fecondare ogni varietà per molte generazioni, per essere sicuro che i caratteri che voleva studiare fossero ereditari e per eliminare quelle varietà che davano figli con caratteristiche diverse da quelle dei genitori. Questa fase preliminare gli diede la certezza di lavorare con linee pure, cioè con varietà in cui il carattere studiato rimaneva immutato dai genitori ai figli per molte generazioni. Successivamente Mendel selezionò sette caratteri da studiare negli incroci, avendo cura di considerare aspetti relativi a diverse parti della pianta; ogni carattere si presentava in due forme alternative facilmente distinguibili:

  1.  Il colore del fiore e del rivestimento del seme (fiori porpora o bianchi e involucro del seme grigio o bianco);
  2.  il colore del seme (giallo o verde);
  3.  la forma del seme (liscio o rugoso);
  4. il colore del baccello (verde o giallo);
  5.  la forma del baccello (pieno o irregolare);
  6.  la lunghezza dello stelo (lungo o corto);
  7. la posizione del fiore (assiale o terminale).

Gli incroci di monoibridi e il principio della segregazione

Mendel iniziò i suoi esperimenti incrociando linee pure che differivano per un singolo carattere, effettuando cioè quelli che vengono definiti incroci di monoibridi. Quando impollinò piante di pisello che davano origine solo a semi lisci con il polline proveniente da piante che producevano solo semi rugosi, Mendel osservò che la progenie ottenuta dava origine tutta a semi lisci. Lo stesso risultato fu ottenuto effettuando l’incrocio reciproco, cioè scambiando i genitori; ciò lasciava supporre che quel carattere non dipendesse dal sesso dell’organismo che lo trasmetteva. Gli organismi della prima generazione filiale presentavano per quel carattere un fenotipo simile a quello di uno solo dei genitori, piuttosto che un fenotipo che fosse la miscela dei due fenotipi parentali; il fenotipo rugoso era apparentemente scomparso.

Successivamente Mendel piantò i semi e lasciò auto fecondare le piante della F1 per produrre i semi F2. Nella generazione F2 comparvero semi sia lisci che rugosi entro lo stesso baccello. Mendel, seguendo il suo approccio analitico agli esperimenti, contò il numero di piselli di ogni tipo; i semi lisci erano 5.474, quelli rugosi 1.850; il loro rapporto, pari a 2,96:1, si avvicinava moltissimo ad un rapporto 3:1.

Applicando lo stesso approccio quantitativo, Mendel analizzò la trasmissione delle altre sei paia di caratteri, ottenendo gli stessi risultati numerici. Da questa prima serie di incroci, Mendel trasse le seguenti conclusioni generali:

  •  i risultati degli incroci reciproci erano sempre gli stessi;
  • ogni generazione F1 era simile ad una delle due linee parentali;
  •  alla generazione F2 ricompariva il carattere parentale scomparso alla F1; il carattere manifestato alla F1 compariva alla F2 sempre con una frequenza tripla rispetto a quella dell’altro carattere.

Come poteva un carattere presente alla generazione parentale scomparire alla F1 e poi ricomparire alla F2? Mendel comprese che la F1, benché manifestasse un fenotipo simile a quello di una delle due linee parentali, non era una linea pura, fatto che distingueva gli individui della progenie dal genitore cui assomigliavano. La progenie F1, inoltre, possedeva la potenzialità di produrre alla F2 individui che manifestavano nuovamente la caratteristica fenotipica parentale scomparsa alla F1. Mendel concluse che i caratteri alternativi erano determinati da fattori particellari. Egli pensò che questi fattori, trasmessi dai genitori alla progenie attraverso i gameti, portassero l’informazione ereditaria; adesso noi chiamiamo questi fattori geni, e sappiamo che sono porzioni di cromosomi.

Mendel ipotizzò che ogni fattore esistesse in versioni alternative (che noi chiamiamo alleli) che determinavano le differenze osservabili per il carattere di cui era responsabile; del gene che controlla la forma del pisello, ad esempio, esistono due alleli, uno che produce un seme liscio, l’altro rugoso. Mendel pensò allora che una linea pura dovesse contenere una coppia di fattori identici. Dato che la F2 manifestava entrambi i caratteri, invece, ogni individuo della F1 doveva contenere entrambi i fattori: l’incrocio tra due linee pure doveva far unire nella F1 i fattori provenienti da ciascuna linea. Inoltre, poiché solo uno dei fenotipi era visibile alla F1, l’espressione del fenotipo mancante doveva in qualche modo essere mascherata da quella del fenotipo visibile; questa proprietà è chiamata dominanza. Nell’incrocio tra piante con semi lisci e rugosi, ad esempio, i semi della F1 sono tutti lisci; perciò l’allele che determina il fenotipo liscio è dominante rispetto all’allele che determina il fenotipo rugoso, che viene chiamato recessivo.

Un modo semplice per rappresentare gli incroci è quello di usare dei simboli per gli alleli, come fece lo stesso Mendel; nel caso specifico si indica con la lettera S l’allele che determina la forma liscia, con la lettera s quello che determina la forma rugosa. Dato che appartiene ad una linea pura ed è diploide, ogni genitore deve contenere due copie dello stesso allele. Pertanto, il genotipo della pianta parentale a semi lisci è SS e quello del genitore a semi rugosi è ss. Organismi appartenenti a linee pure che contengono due copie dello stesso specifico allele di un dato gene si definiscono omozigoti relativamente a quel gene; quando con la meiosi vengono prodotti i gameti, ogni gamete, essendo aploide, contiene un’unica copia del gene; le piante parentali a semi lisci producono gameti contenenti solo l’allele S, le piante parentali a semi rugosi producono gameti contenenti unicamente l’allele s. Quando i gameti si fondono durante la fecondazione, ogni zigote della generazione filiale F1 conterrà un fattore di tipo S ed un fattore di tipo s. Organismo che possiedono due alleli differenti di uno specifico gene vengono definiti eterozigoti per quel gene. La dominanza dell’allele S sull’allele s spiega la presenza alla F1 di semi unicamente lisci. Le piante ottenute dai semi della F1 differiscono dal genitore liscio perché producono due tipi di gameti in uguale proporzione, quelli contenenti l’allele S e quelli contenenti l’allele s. Tutte le possibili combinazioni dei gameti originati dalla F1 possono essere rappresentate da una matrice definita quadrato di Punnett e rendono conto dei genotipi che costituiranno la generazione F2 e della loro frequenza relativa.

Forte delle sue osservazioni, Mendel propose la sua prima legge, il principio della segregazione, che stabilisce che i due membri di una coppia genica (alleli) segregano (si separano) l’uno dall’altro durante la formazione dei gameti. Quindi metà dei gameti porta un allele e l’altra metà porta l’altro allele; in altre parole, ciascun gamete porta solo un allele di ogni gene. Il genotipo della progenie dipende dalla combinazione casuale dei gameti prodotti dai due genitori.

Mendel operò per primo una netta distinzione tra i fattori che determinano i caratteri (i geni) e i caratteri osservabili (fenotipo). Secondo le attuali conoscenze, i geni sono porzioni di cromosomi; la localizzazione di un gene su un cromosoma viene definita locus genico. La prima legge di Mendel stabilisce che i membri di una coppia di alleli di un gene, localizzati su un paio di cromosomi omologhi, si separano durante l’anafase I della meiosi insieme agli stessi cromosomi.

Gregorio Mendel - Parte 1

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sabato 7 giugno 2008

Sorgenti del Sile

Mercoledì 23 aprile siamo andati a fare una passeggiata alle sorgenti del Sile a Casacorba e all’Oasi di Cervara.
Appena scesi dal pullman ci siamo cambiati le scarpe e ci siamo incamminati. Siamo entrati in un bosco. All’entrata abbiamo subito visto due fagiani, uno maschio e uno femmina. Andando avanti abbiamo trovato un contadino che stava tagliando della legna. Il sentiero era fangoso con grandi pozzanghere di acqua. Poi abbiamo preso un sentiero che ci portava alle sorgenti del Sile. Arrivati a destinazione vedevamo l’acqua che usciva dal sottosuolo come per magia: era un’emozione bellissima! Da dove usciva l’acqua c’era della sabbia che a poco a poco cambiava colore. Al ritorno abbiamo preso un altro percorso dove abbiamo visto la torbiera su cui c’erano delle orchidee selvatiche, specie rarissime. Ci siamo ritenuti molto fortunati perché non sempre sono ammirabili. Ritornati al pullman abbiamo pranzato alcuni seduti su delle panchine e altri seduti su dei gradini a lato del mezzo.
Finito il pranzo siamo saliti e siamo partiti per andare a visitare l’Oasi di Cervara. Durante il breve spostamento ci siamo fermati in un ponte dove sotto passava il fiume Sile; sui bordi del ponte c’erano delle scritte vandaliche che noi ragazzi guardavamo invece di ammirare il silenzioso corso del fiume. Tornati al mezzo di trasporto abbiamo continuato il nostro tragitto. Appena arrivati all’ oasi una signora ci ha accolto. Di fianco all’entrata abbiamo visto un fiume che sulle sue rive c’era un bellissimo cigno bianco. Subito dopo c’era una specie di capanna che si chiamava casone.

Gianmaria IB

mercoledì 4 giugno 2008

Gita al Sile

Io e la mia classe siamo andati in gita alle sorgenti del Sile a Casacorba e all’Oasi di Cervara a Quinto. Come prima cosa siamo partiti da scuola verso le otto e mezza insieme alla 1 B e alla 2 A, arrivati abbiamo cambiato le scarpe e abbiamo iniziato la camminata verso le sorgenti. Dopo essere entrati nella foresta abbiamo visto le prime risorgive (bolle d’acqua) che dal sottosuolo emergono in superficie per dar vita al ruscello che piano piano darà vita al vero e proprio fiume. Dopo verso le due e mezza siamo andati all’Oasi di Cervara dove abbiamo visto molti animali e molte piante e infine siamo andati a scuola.

Thomas

Una torbiera spettacolare

Il Sile abbiamo visitato, la sua fauna e flora abbiamo osservato.
La nostra guida era niente popò di meno che il professor Gargano (l’esploratore più intrepido di tutti).
Abbiamo visto le sorgenti dove nasce il Sile osservando ogni cosa. Abbiamo visto persino le fonti di risorgiva che ormai scarseggiano.
Il nostro viaggio è iniziato a scuola la abbiamo preso il pulman che ci ha portati a destinazione.
Lì abbiamo visto molti tipi di piante.
A mezzogiorno siamo tornati al pulman che ci ha portati in un altro posto dove osservammo stravaganti tipi di piante.
Una cosa che ci ha stupito è la differenza tra l’inizio e la parte centrale del Sile.
Ma una cosa spettacolare era la torbiera, immersa nel verde e piena di magnifiche orchidee.

Jacopo e Tommaso P.

Il Sile

Il giorno 23 aprile la mia classe e altre due, siamo andati in gita alle sorgenti del Sile e all’Oasi di Cervara. Come primo luogo abbiamo visitato le sorgenti del Sile. Seguendo il percorso, guidato dal professor Gargano, il “maestro della natura”, abbiamo visto una risorgiva lunga ma stretta, poi proseguendo abbiamo raccolto vari animaletti per il nostro terrario, siamo passati per uno stagno dove abbiamo visto una rana e infine da un bosco di rovi siamo arrivati alla Torbiera. La Torbiera è un’enorme, anzi, infinito campo di orchidee selvatiche; un luogo stupendo, dove però non puoi correre o arrotolarti!

Dopo siamo andati a visitare l’Oasi di Cervara. E’ un luogo tranquillo e favoloso. Appena entrati il professore ci ha spiegato come una volta funzionavano i mulino e ci ha fatto vedere anche una capanna di canneti. Il sentiero era diviso in due parti: da una parte il Sile con le paperelle e dall’altra il terreno, dove ci ha condotto verso animali e acque. Infine siamo arrivati al grande Sile, non più stretto come all’inizio ma molto largo con l’acqua che scorreva piano piano.

Francesca

La gita alle sorgenti del Sile

Mercoledì 23 aprile, siamo andati in gita alle sorgenti del Sile.
Insieme a noi c’erano il prof. Gargano, Madre Antonia e la prof.ssa Cazzaro. Inoltre andammo all’Oasi Cervara dove osservammo molti animali tra cui il cigno e una specie di anatra.
Poi abbiamo visto il ramarro, la garzetta e l’airone.
All’oasi il prof. Ci spiegò come macinavano il grano.
Alla fine tornammo a casa con il pullman; stanchi ma entusiasti della gita!!!

Marco

giovedì 29 maggio 2008

Gita al Sile

Mercoledì 23 aprile siamo andati a vedere le sorgenti del SILE, le risorgive e l’oasi di Cervara. Siamo scesi dalla corriera e abbiamo cominciato a camminare mentre il prof. Gargano ci illustrava alcune piante, invece la prof. Cazzaro e altri miei compagni raccoglievano animali e funghi che poi mettevano in un vasetto. Proseguivamo saltando i ruscelli e così siamo arrivati alle risorgive e il prof. ci ha spiegato che è l’acqua che sale dal terreno facendo bollicine. Abbiamo visto anche che il fiume all’inizio è tutto storto poi, viene incanalato dall’ uomo; ho osservato alcuni fiori e la torbiera. Abbiamo fatto una sosta, ci siamo cambiati siamo saliti di nuovo in corriera e ci siamo diretti verso L’ISOLA DI CERVARA. Ho visto il mulino di una volta. Era diviso in diversi tubi con sotto dei sacchi, e ogni tubo buttava grano di diverse grandezze. Sui muri c’erano dei segni che, probabilmente, segnavano il numero di soldi o dei sacchi… C’erano persino degli affreschi. Ho visto alcuni uccelli tra cui 2 aironi attraverso dei buchi su dei pilastri di legno. Ho visto un bellissimo cigno che covava e una papera che è stata illustrata nel disegno che ho fatto. Tornando indietro, per ricordarmi di questa splendida gita in mezzo alla natura, ho preso un bellissimo souvenir. È stato favoloso!

Camilla

lunedì 19 maggio 2008

Gita di classe alle sorgenti del Sile

Mercoledì 23 aprile la mia classe con l’altra prima e le seconde, siamo andati a S.Cristina di Quinto e a Casacorba per vedere dove nasce il fiume Sile.
Dopo un breve viaggio in pulman, siamo arrivati a destinazione. Per prima cosa siamo andati a vedere le sorgenti del fiume Sile che nasce in un piccolo laghetto in mezzo a un prato verde e guardandoci dentro si vede proprio che l’acqua esce da sotto terra. Abbiamo poi seguito dei sentieri e ci siamo trovati in un bel prato fiorito dove c’era anche un albero, il professore ci ha spiegato che lì una volta c’era una palude che con il tempo è stata ricoperta. Durante la passeggiata abbiamo visto un uccello di colore nero con una mascherina bianca che covava le sue uova sul nido fatto in un pezzetto di terra in mezzo al fiume Sile, che in quel posto è ancora piccolo. Finita la passeggiata siamo ritornati al nostro pulman e abbiamo mangiato seduti su delle panchine. Finito di mangiare siamo risaliti sull’autobus che ci ha portati dove c’è un mulino e abbiamo visto come funziona, dopo abbiamo seguito un percorso dove c’era anche una capanna di legno che contiene degli animali imbalsamati, che però non abbiamo potuto vedere perché stavano facendo dei lavori, seguendo il percorso siamo arrivati in un posto protetto da un muro di canne che aveva delle aperture e lì abbiamo visto gli aironi e altri tipi di uccelli, alla fine abbiamo visto anche il punto dove il fiume Sile è più largo e poi siamo tornati a scuola.

Tommaso D. T.

giovedì 15 maggio 2008

Il Sile... e l'Oasi di Cervara

Mercoledì 23 aprile siamo andati alle sorgenti del Sile, che è il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, e all’Oasi di Cervara. Il giorno precedente la partenza, il prof ci ha spiegato gli elementi principali di un fiume (sorgente, letto e foce). Il Sile nasce in pianura, ospita molte piante e ha poca corrente, quindi il suo corso è poco energico. Il fontanasso principale nasce a Casacorba di Vedelago e sfocia a Jesolo sull’ Adriatico. Alcuni fontanassi sono stati incanalati dall’uomo. Il suo corso, perché non si disperdesse, è stato deviato.

Siamo partiti da scuola alle ore 08.20 e dopo 35 minuti di viaggio, siamo arrivati a Casacorba, ci siamo cambiati e abbiamo intrapreso un sentiero. All’inizio, ai lati del cammino, c’erano lunghi filari di pioppi, alberi usati per la produzione della carta. A i lati c’erano dei fossati ed in questi, come nelle sponde dei principali fontanassi, c’erano le felci, pianticelle di origine antichissima.

La fauna delle risorgive comprende rane, cigni, anatre, molti uccelli della palude, come il Martin Pescatore e l’Airone e il Gerris, un animaletto che sembra pattinare sull’acqua per non parlare di una quantità infinita di insetti.

Vicino alle sorgenti del Sile si trova la torbiera, una distesa di erba che fa parte del Parco Regionale del Sile. Il prato è molto friabile e soffice e, saltandoci sopra, si avverte una sensazione di rimbalzo. Questo prato è famoso per le numerose orchidee selvatiche di cui è ricco.
All’oasi di Cervara abbiamo visto, dai punti di osservazione, molti esemplari di uccelli della palude che volavano in mezzo ai vari alberi carichi di foglie.
All’ oasi abbiamo osservato come il corso del Sile, ormai formato, scorra lentamente perché, nascendo in pianura, non c’e pendenza.
Qui, alcuni compagni andavano alla ricerca di vermi con un barattolino per il terraio creato a scuola, mentre le ragazze prendevano il sole sedute sulle numerose panchine. Altri invece, ma solo quelli che avevano gli stivali di gomma, ciondolavano con le gambe dentro l’acqua.

Beatrice

mercoledì 14 maggio 2008

Una giornata indimenticabile insieme agli amici

Il 23 Aprile 2008 sono andata insieme alla mia classe alle sorgenti del Sile. Siamo passati in mezzo alla vegetazione e abbiamo visto le risorgive. Quest’ultime sono come laghi in miniatura dove si vedono delle bollicine uscire. Siamo passati anche in mezzo al bosco.
Tra i campi abbiamo visto alcuni fagiani. Successivamente abbiamo visto la torbiera, un prato bellissimo e immenso, dove ci sono le orchidee: sono bellissime!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Abbiamo fatto tutto questo alla mattina; poi nel pomeriggio siamo andati all’Oasi di Cervara dove abbiamo visto un sacco di piante e persino un airone.
È stata una giornata bellissima perché ho imparato cose nuove e soprattutto mi sono divertita a stare con i miei amici.

Eleonora

Alle sorgenti del fiume

Il 23 aprile io e la mia classe siamo andati in gita alle sorgenti del Sile, un fiume di risorgiva.
Fiume di risorgiva significa che il terreno, formato da 4 materiali cioè ghiaia sabbia limo argilla di cui i primi due sono permeabili lascia passare l’acqua piovana che però a un certo punto trova il terreno impermeabile e quindi è costretto a salire.
Così si formano i fiumi di risorgiva.
Infatti in gita abbiamo visto che in alcuni punti del fiume salivano delle bollicine.
Poi tornando in dietro abbiamo visto la torbiera che una grande prateria dove cresce una pianta protetta che si chiama ORCHIDEA.
Dopo il pranzo siamo andata all’oasi di Cervara dove per prima cosa siamo andati in una stanza dove abbiamo visto un mulino che in quel momento era in disuso ma alla festa della raccolta viene acceso per macinare il grano.
Poi abbiamo visto una specie di macchina per macinare il grano.
Poi abbiamo visto una specie di macchina per catturare i pesci fatta di legno una casetta fatta di rami in cui però non siamo entrati e una parete di rami che aveva delle finestrelle che servivano per avvistare i Martin Pescatore.
Ma non ne ho visto nessuno; poi più avanti abbiamo visto airone una gallina d’acqua che volava, una che covava le uova, un cigno che covava le uova e uno che nuotava.
È STATA UNA GITA bellissima

Lia

In gita ho scoperto che la natura è la nostra vita

La gita a Vedelago e a Quinto. Io alla gita ho visto molte querce e mi sono piaciute molto. Ho visto le rane, i faggiani e ho sentito molti suoni. Mi era piaciuta tanto la gita anche se c’era brutto tempo. Ho visto un oasi dove non ci si poteva neanche prendere i fiori. Siamo andati a Quinto e abbiamo visto un oasi. Siamo partiti alle 8.30, e siamo ritornati a scuola alle 5.00. Era un po’ faticosa, ma divertente. Perché? Il nostro prof è molto simpatico, ma c’era una cosa molto divertente è che c’era moltissimo fango. Alla fine della gita ero andato a casa distrutto. Ho scoperto che la natura è bellissima e perciò non bisogna maltrattarla. La natura è la nostra vita: per esempio senza gli alberi non ci sarebbe l’ossigeno.

Antonio

Una giornata speciale


Il 23 Aprile trascorremmo una giornata completamente nella natura. Siamo stati accompagnati dalla classe 1B e dalla 2A, però c’erano anche i seguenti professori: Gargano, Cazzaro e M. Atonia. Abbiamo trascorso tre quarti d'ora in corriera per arrivare a destinazione, cioè alle sorgenti del Sile. Una volta arrivati a destinazione ci incamminammo verso l’interno del bosco, dove poi, ci fermammo a fare merenda. Ripreso il cammino arrivammo in una lunga distesa di erbe dove c’erano delle Orchidee, questa si chiamava Torbiera. Dopo aver ammirato queste piante ci dirigemmo verso la corriera per pranzare, infatti ognuno di noi doveva avere dei panini. Riprendemmo il viaggio verso la riserva naturale di santa Cristina. All’interno del parco c’erano delle specie protette sia di piante che animali. Provammo ad osservare degli uccelli nei paraggi, ma senza risultati. In compenso ci divertimmo molto grazie alla simpatia dei professori e per un giorno imparammo ad osservare veramente cos’è la natura. Infatti spero che un giorno possa ripetersi una giornata come questa!!!!!!!

Gaia ed Elisa

Anna e Maggie raccontano l'uscita al Sile

Mercoledì 23 aprile siamo andati alle sorgenti del Sile che è il più lungo fiume di risorgive, e all’oasi di Cervara. Il professore il giorno prima di partire ci ha spiegato gli elementi principali del Sile: nasce in pianura, ospita molte piante e scorre molto lentamente. Il professore inoltre ci ha spiegato che se una roccia viene spaccata in pezzi grossi essa si chiama ghiaia; se la ghiaia viene sbriciolata si trova la sabbia; se essa viene ancora di più sgretolata si trova il limo e infine se il limo viene ancora più sgretolato, si trova l’argilla.
La ghiaia e la sabbia sono permeabili (cioè che fanno trapassare l’acqua); invece il limo e l’argilla sono impermeabili (cioè non fanno trapassare l’acqua).
Il fontanasso principale è naturale mentre alcuni fontanassi sono stati incanalati.
Il corso del Sile è stato raddrizzato dall’ uomo perchè non volevano che si disperdesse nei campi
Siamo partiti alle ore 8.20, appena arrivati ci siamo cambiati e abbiamo intrapreso un sentiero.
Ai lati di questo sentiero, all’ inizio c’erano dei pioppi; servono per produrre la carta.
Abbiamo visto molte specie di alberi tra cui il nodo di Salomone e gli Equiseti. Dopo poco ci siamo imbattuti nelle risorgive del Sile. La fauna comprendeva: le rane, i gerris,i cigni, le trote, i fagiani e molti uccelli della palude.
Poi si è aperto un grande prato chiamato Torbiera: è un prato molto esteso che ospita l’Orchidea selvatica, questo terreno è molto friabile soffice.
In seguito abbiamo ripreso il pullman e ci siamo recati all’ oasi di Cervara dove abbiamo visto dei cigni e il corso del Sile. Abbiamo fatto molte corse e ci siamo divertiti molto.

Anna e Maggie IB

mercoledì 26 marzo 2008

Le caratteristiche dei 6 Regni di Woese (1977)


Regno ARCHEOBATTERI


- Cellula Procariote
- Unicellulari
- Autotrofi- Eterotrofi e Chemiotrofi



Regno EUBATTERI

- Cellula Procariote
- Unicellulari
- Autotrofi- Eterotrofi e Chemiotrofi



Regno PROTISTI (Protozoi e Alghe)

- Cellule Eucarioti
- Unicellulari e Pluricellulari
- Autotrofi ed Eterotrofi



Regno FUNGHI (Funghi, Lieviti e Muffe)

- Cellule Eucarioti
- Unicellulari e Pluricellulari
- Eterotrofi



Regno PIANTE

- Cellule Eucarioti
- Pluricellulari
- Autotrofe



Regno ANIMALI

- Cellule Eucarioti
- Pluricellulari
- Eterotrofi



Victoria Anna

mercoledì 5 marzo 2008

I volatili del Sile - di Eleonora

AIRONE BIANCO MAGGIORE (Egretta alba)

Questo volatile è diffuso in Italia da circa 10 anni. Le prime comparse sono avvenute, nell’area del Parco del Sile, tra il dicembre 1992 e il gennaio 1993. Visto il continuo aumento della specie, si potrebbe assistere in futuro ad una riproduzione nel Parco.

AIRONE CENERINO (Ardea cinerea)

Questo volatile ha cominciato a diffondersi nel territorio trevigiano fin dal 1985 ed è presente tutto l’anno. La specie è diffusa in tutta l’asta fluviale, ed i gruppi più numerosi si posso trovare nell’alto Sile a monte dell’abitato di Quinto di Treviso dove esistono zone sufficientemente protette e ricche di paludi ed allevamenti ittici. Questi fattori hanno condizionato la presenza di questa specie in questo tratto di fiume. La maggior parte è presente nell’isola di S. Cristina, mentre poche decine di esemplari stazionano nelle paludi di Morgano,nelle paludi di Quinto di Treviso e di Treviso.
Nel periodo riproduttivo circa 60 coppie hanno nidificato nell’isola di S. Cristina. Secondo gli studiosi la presenza dell’ airone cenerino aumenta il valore naturale delle aree dove si insedia, ma è negativo per gli allevamenti ittici.

GERMANO REALE (Anas platyrhynchos)

È l’ anatra che si trova lungo il corso del fiume Sile. Si possono trovare degli esemplari selvatici presso le ex fornaci di Istrana, l’isola di S. Cristina, nelle cave di Paese e Casale sul Sile. La maggior parte sono semidomestici, presentano cioè caratteri derivati dall’ incrocio con altre specie del Anas. Anche allo stato attuale prevalgono le caratteristiche tipiche. Le coppie selvatiche sono dalle10 alle15, più abbondanti le semidomestiche che sono circa 200.

GALLINELLA D’ ACQUA (Gallinula chioropus)

È la più numerosa specie di uccelli presenti lungo il corso del fiume Sile. È un esemplare molto adattabile è quindi frequenta quasi tutti i tratti del fiume. Sono molto meno presenti dove esiste una forte presenza di predatori selvatici (volpi). Sembra che ci sia una presenza di oltre 1000 coppie.

MARTIN PESCATORE (Alcedo atthis)

Il Martin pescatore è presente e nidifica lungo quasi tutto il corso del Sile. È insediato principalmente e con densità elevata nei pressi dei grandi bacini creati nel passato e nelle paludi di Morgano, Quinto di Treviso e Treviso. Sembra che non subisca le conseguenze negative di un elevato grado di inquinamento . È stata stimata la presenza di circa 30 coppie.

TORCICOLLO (Jynx torquilla)

Nel parco è presente principalmente nell’area delle sorgenti e in generale nell’alto corso del fiume, preferisce frequentare le aree con copertura vegetale arborea costituita da boschi, parchi di ville e coltivazioni di pioppo. Nei mesi della riproduzione ricerca alberi maturi che presentino cavità adatte alla sua nidificazione. È stata stimata una presenza di circa 70 coppie.

Eleonora